Cronache della
Compagnia del Drago Nero
6-8 Alzamuro 590 AC (AD
01.03.2005)
L'ingresso della Compagnia del
Drago Nero all'interno del complesso non è certo passato inosservato. Numerosi
combattimenti si sono succeduti nello spazio di pochi giorni e ognuno di questi
ha visto il trionfo dei nostri eroi. Ma il cammino è arduo e pieno di insidie.
Chi può sapere cosa si cela oltre la prossima curva di questo buio corridoio
naturale?
……….
La faccia di Hor valeva più di
mille parole. Tornato da noi, dopo esser andato in avanscoperta verso il luogo
dal quale proveniva il suono inquietante del tamburo, riusciva a malapena a
parlare. Mai lo avevo visto così sbigottito e mai lo avevo sentito balbettare.
Da ciò che siamo riusciti a capire in quella grotta si sta consumando un
orrendo sacrificio; forse i trogloditi stanno cercando di evocare qualcosa di
mostruoso. Siamo tutti molto stanchi e optiamo per una ritirata strategica;
gettarsi in un combattimento adesso sarebbe per noi fatale.
Torniamo indietro e ci fermiamo
a riposare per decidere dove accamparci. Purtroppo la discussione sorta ci fa
perdere tempo e quando arriviamo a una decisione unanime sentiamo un rumore
sordo provenire dal sottosuolo. Non facciamo in tempo a renderci conto di cosa
sta accadendo che il terreno sotto di noi prende vita con le sembianze di un
essere fatto della terra stessa che si lancia subito all'attacco. La creatura
ha una grande bocca in cima alla testa, circondata da tre lunghe braccia poste
in modo simmetrico attorno ad essa, e che terminano con artigli affilati. Tra
gli arti sono presenti grossi occhi dalle spesse palpebre che sono in grado di
vedere in ogni direzione. Alla base del corpo si trovano tre gambe corte e tozze,
ognuna posta sotto uno degli occhi.
Riesco a reagire più velocemente
di tutti ma devo stare attento a non avvicinarmi e quindi carico la mia
balestra mentre Hor, Adon, Herm e Adler si avvicinano alla creatura. Elendas si
porta alle spalle di Adon per controllare che nessuno sopraggiunga dalle scale
dietro di noi. Lo scontro ha inizio.
Hor riesce subito a piazzare un
buon fendente e l'urlo di dolore della creatura ci assorda. Mi sposto di lato
per avere una visuale migliore e scocco il mio dardo. Miro al cuore (almeno
spero che ne abbia uno in quel punto!) ma all'ultimo momento la creatura si
sposta e il mio dardo la colpisce sotto una delle braccia, rimanendo
conficcato in quella strana pelle che sembra pietra. Anche se accerchiato il
mostro riesce a divincolarsi e tutto a un tratto me lo ritrovo davanti con la
bocca spalancata. Un dolore lancinante si impadronisce di me e tutto intorno
diventa buio mentre crollo a terra privo di sensi.
Un minuto oppure un'ora? Non so
quanto tempo sia trascorso ma nuova energia mi fa riprendere i sensi salvandomi
da morte sicura. Sopra di me vedo Herm con in mano la sua bacchetta. Non deve
essere passato molto tempo visto che la creatura è sempre in piedi accerchiata
dai miei compagni. Mi trascino fuori dalla zona di pericolo ma mi accorgo di
aver perso la balestra nello scontro. Tra fendenti e calci volanti il
combattimento si sposta, permettendomi di recuperare la mia fida compagna. Vedo
un lampo blu sprigionarsi dalla mano del monaco ma la creatura sembra non
subire alcun danno. Adon estrae una pergamena e recita uno dei suoi incantesimi
toccando la creatura, ma neanche questo sembra avere effetto.
Visto che la forza e la spada
sono le nostre migliori armi in questo frangente Hor, Elendas e Adler
continuano ad attaccare il mostro. Adon, mentre porta il suo attacco alle
spalle, cade per il troppo impeto e la creatura ne approfitta per sollevarlo
da terra e scaraventarlo davanti a sé, liberandosi una possibile via di fuga.
Riprovo a distanza con la mia balestra ma stavolta il dardo si perde lontano.
Poi Elendas si fa spazio spostando Hor e infligge un terribile fendente che
costringe la creatura a una precipitosa ritirata. Cala il silenzio nel buio
della stanza…
Ci stiamo riprendendo dallo
scontro e Hor, colto da uno dei suoi attacchi d'ira, cala la sua ascia sulla
troglodita precedentemente fatta prigioniera, uccidendola sul colpo. Adon
coglie tutti noi di sorpresa benedicendo il gesto del mezzorco.
Ci dirigiamo velocemente verso
una zona sicura e ci accampiamo per il resto del giorno e della successiva
notte. Adon ed Herm si prodigano a curare le nostre ferite e il mattino
seguente siamo di nuovo in forma per affrontare altri possibili avversari.
Arriviamo alla caverna descritta
da Hor il giorno prima ma non troviamo nessuno; solo le macabre tracce di
sangue frutto del sacrificio del giorno precedente. Il luogo è pervaso da
un’aura di malvagità assoluta e solo la presenza del paladino riesce a
trattenerci dal non fuggire in preda al panico. Un lamento attira l’attenzione
dell’elfo mentre cerchiamo una qualche traccia che ci permetta di capire dove
si trovano gli abitanti del posto. Ci dirigiamo tutti insieme verso l’origine
di quel lamento; in una grotta molto più piccola troviamo incatenati due umani
e un'elfa. L'elfa dice di chiamarsi Tenaris e ci racconta di essere stata
catturata una settimana fa mentre attraversava le montagne; purtroppo i suoi
compagni sono già stati sacrificati. I due umani, visibilmente spaventati,
sono dei popolani catturati dalle campagne circostanti. Mentre stiamo
ascoltando il racconto di questi ultimi, Hor si lascia andare ad una delle sue
risate isteriche.
Tratteniamo il fiato. L'eco si
espande per tutte le caverne e solo dopo che il suono della risata si è
finalmente affievolito tiriamo un sospiro di sollievo. Sollievo che dura poco,
perché un tamburo in lontananza riprende a rullare…
DM
Garath il Bianco