Cronache della Compagnia del Drago Nero

8 Alzamuro 590 AC (AD 08.03.2005)

Un tamburo nell'oscurità…

Ci guardiamo intorno nella grotta dei prigionieri e tendiamo l'orecchio per capire cosa sta succedendo. Mi precipito fuori dalla caverna quasi davanti allo ziggurat ma nonostante il forte rumore di passi in corsa non riesco a capire da dove provengono, tant'è forte l’eco nel Tempio della Terra. Anche i miei compagni escono velocemente dalla grotta che non ha altre vie di fuga, mentre l'elfa Tenaris resta a proteggere i due popolani sperando in un nostro successo. Almeno non faremo la fine dei topi! Tutti in gruppo con il conforto del paladino ci dirigiamo verso l’uscita del tempio ma appena imboccato il corridoio tre figure si parano davanti a noi mentre altre sopraggiungono alle nostre spalle. Dobbiamo combattere di nuovo!

 

Approfittando dei pochi secondi a disposizione prima che i trogloditi ci raggiungano bevo la mia pozione di movimenti del ragno; nel mentre Adon recita uno dei suoi incantesimi, Elendas tende il suo arco, Hor leva la sua ascia, Herm sguaina la sua spada e Adler solleva i suoi pugni. Subito il Senza Nome si pone di fronte ai tre trogloditi, mentre io mi arrampico sul muro alla mia destra per cercare di aggirarli. Gli altri si spostano incontro ai nemici che giungono da dietro. Così facendo però perdiamo contatto con il paladino. Il mio sguardo si posa allora sullo ziggurat e un terrore profondo si impadronisce di me; l’unica cosa che posso fare è scappare. Come un ragno corro sul soffitto della caverna lasciando i miei compagni nella mischia.

 

Mi riprendo qualche secondo dopo ritrovandomi al buio senza capire cos’è successo; mi giro verso la direzione da cui sono venuto e una fioca luce guida il mio ritorno alla battaglia. Adler ha già steso due trogloditi ed è alle prese con un terzo; scendo dal muro silenziosamente, impugno la balestra e finisco la bestia che si accascia con un ultimo rantolo di agonia. Intanto all’interno del tempio prosegue lo scontro. Il barbaro Hor è corpo a corpo con un massiccio troglodita in armatura completa mentre un altro troglodita lancia incantesimi riparandosi dietro un segugio infernale. Herm è lontano da tutti, in mezzo a due avversari e minacciato da un altro segugio. Sento sibilare le frecce che Elendas scaglia contro tutto ciò che si muove, le urla rabbiose di Hor contrapposte alle grida dei mostri, i colpi sordi che Adler porta a segno e la voce sommessa di Adon che recita uno dei suoi incantesimi, evocando un orso di fronte a un altro segugio infernale.

 

Vorrei entrare nella stanza ma le gambe non me lo permettono. La paura è ancora grande. Uno dei trogloditi mi vede e si fa avanti ma riesco a finirlo prima che mi arrivi vicino. In pochi secondi vengono abbattuti quasi tutti i nemici ma rimangono in piedi i due più pericolosi. Sembrerebbe quasi fatta e tutti ci dirigiamo verso il luogo dove Hor e Herm sono alle prese con loro, ma il tocco di uno dei trogloditi fa piombare il paladino in uno stato di stordimento. Adon riconosce in questo incantesimo il famigerato tocco di Tharizdun. Senza rendersene conto Herm si ritrova un coltello puntato alla gola; prima che il troglodita possa finirlo sento alla mia destra la voce potente del nostro chierico che urla: "Fermi Custodi del Tempio!"

 

Ogni azione si arresta, la lama che stava per affondare nella gola del paladino si ferma, tutti ci voltiamo verso Adon e sulla caverna cala un silenzio carico di tensione.

Uskathoth: "Cosa ci fa un chierico di Heironeous nel sacro Tempio della Terra? Come avete osato profanarlo?"

Adon: "Voi ci avete attaccato per primi"

Uskathoth: "Se noi ci introducessimo furtivamente a casa vostra voi non fareste lo stesso?"

Adon: "Non volevamo colpire voi, stiamo cercando altro…"

Uskathoth: "Troppo tardi per le scuse. Se non volete morire dovete rimediare alla vostra sacrilega intrusione lasciando i vostri oggetti magici sull’altare della nostra divinità"

 

Con la coda dell'occhio colgo un rapido movimento e subito dopo vedo sparire l’incauto Hor.

 

Uskathoth: "Sciocca creatura"

 

Il chierico pronuncia un incantesimo e subito dopo vediamo riapparire il mezzorco fra noi.

 

Uskathoth: "Visto che avete provato a fare i furbi vi impongo adesso un ultimatum. Il paladino sarà sacrificato all'Antico Occhio Elementale e voi dovete lasciare qui con noi tutti i vostri oggetti magici"

 

Non posso! Insieme a me Herm è l'unico superstite della vecchia compagnia, lo sfortunato gruppo di avventurieri che venne decimato da un fustigatore all'interno della roccaforte di Khundrukar, l'Antrolucente. Non posso lasciarlo qui, non può accadere un'altra volta!

 

Garath: "No! Stavolta non fuggirò con le urla di un mio compagno nelle orecchie!"

 

"No! Piuttosto la morte!" è l'urlo che si alza all’unisono da tutti noi,

 

Uskathoth: "L'Antico Occhio Elementale avrà le vostre anime"

 

Proprio alla fine di questa frase Herm si è ripreso e non appena si riaccende lo scontro si fa da parte, uscendo così dalla minacciosa portata del coltello. Dopo un rapido scambio di colpi ci ritiriamo tutti, grazie anche all’aiuto della cavalcatura evocata dal paladino. Adon rimane però un po' indietro e io mi attardo per vedere che riesca a fuggire. Per fortuna anche lui riesce a liberarsi e, non appena mi passa accanto, mi metto a correre di gran carriera verso gli altri. La Compagnia del Drago Nero ha dovuto battere in ritirata…

 

Garath il Bianco

 


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