Cronache della
Compagnia del Drago Nero
8-10
Alzamuro 590 AC (AD 21.03.2005)
Quale onta dover fuggire davanti
al nemico! Insieme ad Adon raggiungo con il cuore in gola gli altri e tutti
insieme usciamo dalle miniere. Che bella sensazione respirare aria pulita e
rivedere la luce del sole dopo tre giorni di oscurità, alleviati solo dalla
fioca luce di torce crepitanti. E' ormai pomeriggio inoltrato ma
decidiamo comunque di avviarci verso il borgo di Rastor. Ci accampiamo nel
bosco accanto al sentiero e dopo una frugale cena ci corichiamo stanchi morti,
alternandoci però in regolari turni di guardia per evitare brutte sorprese.
La notte scorre tranquilla e il mattino seguente ci incamminiamo verso Rastor che raggiungiamo con tutta calma verso l’una. Il primo pensiero è quello di fare un buon pasto caldo dopo giorni di squallide razioni conservate. Ci sediamo a un tavolo della Loggia Grigia, incuranti degli sguardi che gli altri avventori gettano sulla nostra compagnia. "Certo…", penso mentre divoro un cosciotto di pecora, "…non offriamo un bello spettacolo; stanchi, sporchi e con cicatrici su tutto il corpo, sembriamo proprio una banda di masnadieri". Verso la fine del pasto si avvicina Yarew il locandiere, il quale ci consegna una busta sigillata dicendoci che l’ha lasciata per noi Tal Chammish. Subito la conversazione si interrompe e tutti osserviamo la busta con trepidazione. La apro e con voce sufficiente per farmi sentire dal resto della compagnia, ma non dagli altri avventori, inizio a leggere:
Coraggiosi avventurieri, so che mi avete
cercato ma purtroppo non posso rimanere a Rastor ad attendere il vostro
ritorno. I chierici dell’Antico Occhio Elementale stanno per sferrare un
massiccio attacco sul borgo e sugli insediamenti circostanti e temo che alcuni
agenti del Tempio del Fuoco vogliano eliminarmi. L'aiuto che ho incautamente
fornito loro per il recupero di non so quali antiche reliquie da un maniero
nelle vicinanze del villaggio di Hommlet, mi ha permesso di venire a conoscenza
di importanti notizie che spero potervi riferire di persona non appena sarà
possibile. Nel frattempo prendete contatto con l’orco Verg (chiedete pure
informazioni al fidato Yarew). Il cacciatore sa come mettersi in contatto con
me.
In bocca al
troll.
Tal Chammish
P.S. Guardatevi dalla maga Tymerian.
Yarew ci spiega come raggiungere l'abitazione di Verg. L'orco vive in una capanna appena fuori Rastor al limitare delle colline e di solito è via tutto il giorno, a caccia nelle foreste circostanti. Dopo un bagno ristoratore decidiamo di recarci alla capanna di Verg ma non prima di fare alcuni acquisti. Preso tutto l'equipaggiamento di cui abbiamo bisogno ci incamminiamo verso l'abitazione del cacciatore, dove arriviamo una ventina di minuti dopo. Il sole è ancora alto e quindi non ci resta che attendere il ritorno di Verg. Quando ormai abbiamo perso la speranza in un suo rientro, tanto da decidere di andarcene, vediamo spuntare dalla collina una figura massiccia: un orco di oltre due metri dal fisico spaventoso, con un cinghiale sulle spalle e altra selvaggina attaccata al carniere; impugna un'enorme ascia bipenne e porta a tracolla numerose trappole.
Scherzo con Hor dicendogli "Questo è un po' più grosso di te";
al che lui mi risponde "Guarda che
bella ascia…".
Un po' titubanti, memori della
brutta esperienza nel villaggio di Hommlet, decidiamo comunque di entrare.
Nonostante un aspetto esteriore da vero e proprio tugurio, la capanna di Verg
si rivela pulita e molto accogliente, arredata con numerosi trofei di caccia
appesi alle pareti in legno, un tavolo grande, svariate sedie e uno spazio per
la cucina e l'angolo notte. L'orco ci fa sedere, ci offre
una birra e iniziamo a parlare. Ci informa che Tal Chammish è nascosto poco
fuori Rastor e che la mattina dopo lo raggiungerà per informarlo del nostro
arrivo e per concordare un incontro con noi. La mia testa ronza e mi sento un
po' frastornato, anche se ancora sobrio. La birra di Verg è veramente forte.
Parliamo fino quasi all'ora di cena e l'orco si offre di ospitarci per
consumare un pasto a base di selvaggina fresca. Ovviamente accettiamo di buon grado… Al termine dell'ottima cena gli
altri decidono di rientrare alla Loggia Grigia mentre io e Elendas scegliamo
l'ospitalità di Verg. L'orco si corica poco dopo, stanco per la dura giornata,
e noi prendiamo posto in un angolo dell’abitazione.
Il sonno tarda a sopraggiungere.
Elendas esce dalla capanna per prendere una boccata d'aria e "pattugliare" le
vicinanze della stessa; io rimango dentro cercando di seguire i suoi movimenti
nel buio della notte. Passano circa venti minuti e quando penso che ormai stia
per rientrare sento un urlo: "Garath aiuto!", seguito subito dopo da un
rantolo e un tonfo sordo. Sveglio l'orco senza tanti complimenti e dopo aver
impugnato le nostre armi usciamo velocemente. Il silenzio è pesantissimo e
l'oscurità avvolge la radura davanti all'abitazione di Verg. "C’è un corpo
disteso laggiù…". Ci dirigiamo prudenti verso il punto indicato dall’orco
e, in una pozza di sangue privo di sensi, troviamo Elendas. "Portiamolo
dentro alla svelta", dico a Verg. L'orco prende Elendas in braccio ma
mentre mi volto per rientrare nella capanna un dardo di balestra mi colpisce
alla spalla destra; rientriamo velocemente e sbarriamo la porta.
Estraggo il dardo dalla spalla e solo in quel momento mi accorgo che c’è
attaccato un messaggio: "Abbandonate la
strada del Tempio del Male Elementale. Questo è il primo e ultimo avvertimento!". Intanto Verg ha disteso il corpo di Elendas
sopra un mucchio di pellicce, dicendomi: "Posso fare ben poco purtroppo…". Elendas
è in condizioni disperate; due profonde ferite, una alla schiena e una al
fianco, sanguinano copiosamente. "Solo un assassino può infliggere danni così mortali", penso fra me mentre provo a fermare
l'emorragia. I miei tentativi, come anche quelli di Verg, risultano però
vani: Elendas spira tra le mie braccia. "Mi dispiace molto per il tuo
amico"; con queste parole l’orco torna a coricarsi come se non fosse
successo niente mentre per me si apre una lunga notte di angoscia e rimorsi.
"Se
fossi andato con lui… Se non ci fossimo fermati qui… Se ci fossero stati Adon
ed Herm…". Troppi se…
Alle prime luci dell'alba Verg parte per raggiungere Tal Chammish, lasciandomi solo con il corpo di Elendas. Circa un'ora dopo sento le voci dei miei compagni che, ancora ignari di quanto è accaduto nella notte, scherzano tra loro lungo la strada. Vado ad attenderli sulla porta ma la mia espressione tradisce i miei sentimenti perché non appena mi vedono ammutoliscono. Dopo qualche secondo di silenzio Adon chiede: "Cos'è successo? Dov'è Elendas?". Spiego a tutti quello che è successo e li porto dentro davanti al corpo dell'elfo. "Scaviamo una fossa nel bosco e lasciamolo riposare qui a contatto con la natura. E' il luogo più giusto per Elendas", propone Adler. Hor sta per sollevare il corpo dell'elfo quando dall'esterno giunge un urlo gutturale: "Avanti cani rognosi scoccate!". Sentiamo il sibilo di frecce che colpiscono ripetutamente il tetto della capanna e subito un forte odore di bruciato permea l'aria.
Corro a una delle finestra e vedo nei cespugli a destra
tre gnoll che si preparano a scoccare altre frecce incendiarie. Cerco di
impedirglielo, tirando un dardo con la mia fidata balestra ma manco il
bersaglio e il proiettile si perde nella boscaglia. Herm si porta accanto a me
mentre Hor spalanca la porta e, seguito da Adler, si getta fuori a testa
bassa; intanto Adon rimane appostato alla finestra dalla parte opposta. Altre frecce piovono sul tetto;
la temperatura inizia a salire e il fumo si fa molto più denso, anche se,
fortunatamente, una leggera brezza lo allontana dalla zona del combattimento.
Herm si getta fuori dalla finestra ma subito tre gnoll, nascosti dietro la
capanna, si fanno avanti, attaccandolo con le loro asce. Sento un rumore dietro
di me e vedo che uno degli gnoll è entrato dall’altra parte proprio di fronte
a Adon; mi giro e senza indugio sparo d'istinto il dardo appena caricato.
Questa volta il proiettile si conficca con precisione nella gola della bestia,
uccidendola. Ringrazio Elendas per aver guidato la mia mira. Adon esce dalla
capanna mentre io continuo a colpire dalla finestra, sparando sugli gnoll che
circondano il paladino. Ne abbatto due mentre Herm ne uccide un altro ma
subito, senza alcun timore, altri due si fanno sotto. Intanto da fuori sento le urla
di guerra di Hor ma non capisco cosa stia succedendo. Prendo la mira per
abbattere un'altra bestia; un sinistro scricchiolio sopra la mia testa mi fa
accapponare la pelle…
Mi sono attardato troppo e la
capanna sta crollando a causa del fuoco. Solo per miracolo riesco a evitare che
una parte del tetto mi rovini addosso; il fuoco incendia comunque la mia cotta
di cuoio ferendomi leggermente. Esco di corsa fuori e mi porto accanto al
chierico. Il mio sguardo si posa subito sul capo degli gnoll e il respiro mi
muore in gola…
Davanti a me, a meno di venti metri e alle prese con Hor, c'è un ogre in
armatura completa che rotea sopra la sua testa, come se fosse un ramoscello, un
temibile spadone a due mani. Adler è alle prese con altri gnoll. Adon si
frappone fra me e due di quelle bestie. Riesco ad abbatterne altre due con la
mia balestra, liberando così il monaco che si porta velocemente alle spalle
dell'ogre. Mi giro verso il bestione e vedo che Hor ha profonde ferite e che sta
arretrando sulla difensiva; poi una piccola distrazione mi costa cara, perché
perdo di vista l'ogre. Sarà anche grosso ma è molto veloce e, quando sto per
mirare alla testa di un altro gnoll, la mia visuale viene ostruita dalla sua
enorme figura. Non faccio in tempo a muovermi che un dolore lancinante si leva
dal mio fianco destro. Il suo spadone mi ha quasi trapassato. Opto per una
salutare ritirata strategica e mi porto vicino a Hor al limitare della
boscaglia. Anche gli altri si spostano
accanto a noi ma commettiamo un grossolano quanto imprevedibile errore. L'ogre
abbassa il suo spadone e improvvisamente una sfera di fuoco esplode in mezzo al
nostro gruppo. Io e Adler stramazziamo a terra privi di sensi…
Riacquisto conoscenza lentamente
e vedo Adon chino su di me con le mani in posizione di cura. Durante la mia
dipartita qualcuno ha abbattuto un altro gnoll. Hor ed io cerchiamo allora di
attaccare l'ogre con arco e balestra ma la nostra mira fa più volte cilecca.
Intanto l'ultimo gnoll superstite si dà alla fuga. Penso allora di aggirare
quello che rimane della capanna per provare a sorprendere il bestione alle
spalle, ma appena sbuco dalla parte opposta vedo partire un raggio dalla mano
di Adon. L'ogre muore con un'ultima maledizione a fior di labbra…
DM
Garath il Bianco