Cronache della Compagnia del Drago Nero

11-12 Alzamuro 590 AC (AD 11.05.2005)

Spire irregolari di fumo si levano ancora dai resti della capanna di Verg. Il corpo di Elendas è ormai carbonizzato e aggiunge amarezza alla vostra già profonda tristezza. Provvedete rapidamente alla sepoltura dello sfortunato elfo e alla tumulazione dei nemici che avete appena ucciso. Herm e Adon invocano su Elendas la benedizione di Heironeous e intonano in suo onore un antico canto elfico. Non vi resta che attendere il ritorno dell'orco per decidere il da farsi.

 

Dopo circa un'ora due cavalieri provenienti da Rastor si dirigono al trotto verso di voi. Con sorpresa e gioia riconoscete Eldritch, sporco e stanco per il lungo viaggio dalla città di Hommlet. L'elfo che lo accompagna, non meno sporco di lui, si presenta a voi tutti come Elendil, amico del negromante fin dai suoi primi anni di studio delle arti arcane. L'attesa di Eldritch a Hommlet non è stata inutile e ora un altro potente mago ingrossa le vostre fila.

 

Attendete invano fino al calare della sera ma di Verg neanche l’ombra. Forse anche lui è stato vittima dell’assassino di Elendas o forse, più semplicemente, anche lui faceva parte della subdola trappola tesavi da Tal Chammish. Sia come sia è giunta l'ora di rientrare a Rastor per la notte…

 

Il giorno successivo decidete di seguire l'unica pista che al momento sembra percorribile, dirigendovi ancora verso le miniere. Giungete sul posto giusto in tempo per assistere all'opera di "pulizia" dei danni da voi causati, a carico di un sudicio gigante con due teste e di un ogre rianimato come zombi. Avete fatto un gran numero di morti a giudicare dalle pile di cadaveri.

 

Il gigante si siede a terra per riposarsi un po', continuando ad emettere fiumi di parole a due voci in una lingua mista a goblin e orchesco, una sorta di monologo a due teste. Questo è il momento di attaccare! La creatura non è però colta di sorpresa come speravate e lo scontro si preannuncia più arduo del previsto. La palla di fuoco di Elendil esplode con fragore intorno a lui ma il calore e le fiamme sembrano non averlo danneggiato più di tanto; forse hanno solo ridestato la sua furia. Il mostro scaglia quindi in mezzo a voi una grossa pietra del tuono il cui cupo boato assorda Adon e Elendil.

 

Come era ben prevedibile il gigante non è l'unica creatura che dovrete affrontare. Dal massiccio portone d’ingresso sbucano l'ogre zombi visto poco prima e una strana creatura a quattro zampe grande come un pony, simile a uno scarafaggio, e con delle strane antenne che si levano da sotto i suoi occhi. L'ogre non morto carica Herm che riceve una severa randellata. Dalle feritoie cominciano a piovere frecce, mentre Hor assaggia con una smorfia di dolore una delle due morning star del gigante, le cui risa sguaiate e compiaciute riecheggiano per tutta la caverna.

 

Qualche attimo dopo si riversano nella caverna numerosi gnoll e una vostra vecchia conoscenza, il troglodita Terrenygit; il chierico di Tharizdun a guardia dell'ingresso che già una volta ha sbarrato la vostra strada. Gli gnoll hanno vita breve, come anche lo zombi e il massiccio gigante a due teste. Il simil scarafaggio però si rivela essere proprio un rugginofago, una delle creature più temute dai guerrieri di tutta Oerth; infatti, prima di essere ucciso, le sue antenne fanno in tempo a dissolvere in ruggine l'armatura di Herm. Nel mentre Terrenygit ha oltrepassato il portone d'ingresso mettendosi di nuovo in salvo…

 

DM

 


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