Cronache della
Compagnia del Drago Nero
13 Alzamuro 590 AC (AD
06.09.2005 e 13.09.2005)
Il
gigante giace a terra carbonizzato. Tutto è di nuovo silenzio e la mia natura
porta le mie mani ad aprire subito il forziere che il mostro custodiva così
gelosamente. Dopo aver recuperato le gemme deposte al suo interno (non mi ero
affatto sbagliato!), decidiamo di proseguire.
Oltrepassiamo
una porta alla nostra destra e ci ritroviamo in un corridoio rozzamente
intonacato oltre il quale sentiamo provenire delle voci concitate. Sembra
proprio che qualcuno stia giocando a dadi o a qualcosa di simile. "Bene",
penso, "Se queste sono le guardie dell'ingresso ad un altro stramaledetto
tempio pagheranno cara la loro disattenzione!".
Una
volta tanto non commettiamo l'errore di rivelare la nostra presenza (forse
perché fermiamo Hor prima che sia troppo tardi) e decidiamo in silenzio per
un'azione furtiva e il più possibile veloce.
La
guardia superstite alza le mani e ci prega di non ucciderlo. Dopo che Hor ha
spiegato con "gentilezza" allo sfortunato umano i vantaggi di essere un mezzorco, otteniamo un buon numero di informazioni sugli abitanti del complesso
e sulla sua generica geografia. Adon tramortisce la guardia e, dopo averlo
legato e imbavagliato con cura, proseguiamo oltre.
Stavolta
però ci va male perché né gli elfi né gli umani a presidio dell'area
rimangono stupiti dalla nostra presenza (forse le pesanti armature di Adon ed Herm hanno tradito i nostri movimenti). Dalla
stanza alle nostre spalle sbucano fuori ringhiando e abbaiando sei feroci
rottweiler che comunque vengono eliminati velocemente dalla magia del nostro
Eldritch. Uno degli elfi riesce a sfuggire alla potente spada di Hor e, correndo
via, inizia ad urlare a pieni polmoni per richiamare i suoi compagni. Anche
queste guardie insieme ai loro cani da combattimento vengono debellate
velocemente ma un ruggito potente proprio davanti a noi ci fa rizzare i capelli
in testa.
Hor
entra nel corridoio imboccato dall'elfo in fuga e si accorge che in fondo a
questo si trova una grande stanza dove alcune guardie si stanno già dando da
fare per organizzarne la difesa. Nel mentre da una nicchia nel corridoio di
fronte a noi una creatura con ali da drago e tre teste: una capra cornuta, un
leone senza criniera e un drago bianco, si fa avanti minacciosa.
Accanto
a me vedo Eldritch gesticolare e pronunciare parole una volta per me senza senso
(ormai riconosco quello sguardo da convinto piromane). L'esplosione della
palla
di fuoco investe la chimera che
lancia un ruggito di dolore. La testa di drago della creatura soffia allora un
cono di gelido ghiaccio che sembra voler rispondere al calore delle fiamme e che
investe in pieno Herm e Adler.
Herm
si trova a dover evitare le numerose frecce che gli vengono scagliate addosso
dalle guardie nella stanza alla fine dell’ampio corridoio, mentre Hor ha
trovato riparo in una piccolissima stanza che risulterà essere una latrina
(molte frecce rimangono conficcate proprio nella porta di quest'ultima). Il
barbaro si affaccia nel corridoio e con la spada puntata verso la stanza grida "TORCIA!". La spada freme per qualche secondo fre le sue mani e subito dopo
una sfera di fuoco uguale a quella del necromante coglie in pieno i nostri
nuovi nemici. Non vediamo cos'è successo ma a giudicare dalle grida qualcuno
si dev'essere fatto parecchio male.
Mentre
Adler rimane a guardia della leva (che forse sgancia la catena della bestia), ci
fiondiamo tutti nella stanza dove, dietro a due tavoli rovesciati, si riparano:
un gigante dagli spigolosi tratti goblinoidi (armato con uno spadone a due
mani), un massiccio duergar (che impugna una pesante ascia da guerra), una
guardia elfo e due soldati umani. Improvvisamente una profonda disperazione ci avvolge e cerca di condizionare le nostre azioni ma ci vuole ben altro per fiaccare il nostro morale e piegare la nostra
ostinazione!
L'elfo
e gli umani cadono sotto le frecce di Herm. Hor è in preda alla sua ira
barbarica e si getta sul duergar che, dopo essere improvvisamente sparito,
riappare molto più grande e possente di prima. Lo scontro fra i due è di una
violenza estrema; i colpi si susseguono a un ritmo impressionante e molte
profonde ferite segnano entrambi lasciando sul terreno e sulle loro armature
copiosi schizzi di sangue.
Herm,
Adon e Eldritch intanto sono alle prese con il gigante che capitola solo dopo
aver subito un terribile "risucchio di vita" lanciato dal necromante per il
tramite del suo corvo famiglio. Nel momento in cui viene ucciso, il suo corpo si
trasforma in quello di un orribile mostro simile a un lupo, con la pelliccia
color blu e artigli lunghi e affilati (ma ormai innocui). Alla
fine siamo di nuovo noi ad avere la meglio ma la nostra gioia sfuma poco
dopo, scoprendo il corpo di Adler che giace morente sotto la leva che stava
sorvegliando.
Alla
fine della cena proseguiamo le nostre esplorazioni e, dopo aver scassinato la porta accanto
a quella della cucina, mi metto alla ricerca di trappole per evitare sorprese.
DM
Garath il Bianco