Cronache della Compagnia del Drago Nero

14-15 Alzamuro 590 AC (AD 24.10.2005)

Il Tempio dell'Acqua sembrava deserto. La Compagnia avanzava guardinga, attenta ad ogni possibile pericolo. Per il momento l'unico incontro era avvenuto con un vermeiena astutamente imprigionato in una fossa nascosta. La trappola non aveva però causato troppi danni né aveva fatto perdere troppo tempo ai nostri eroi. "Forse gli abitanti hanno abbandonato il complesso" pensò il mago Eldritch. Ancora prima di vedere esaurito tale pensiero una selva di frecce si abbatte sul gruppo, arrestando la sua marcia...

 

Hor decise che non era il caso di prestare un così facile bersaglio al nemico. Oltrepassò velocemente la stanza mentre Adler raggiungeva con agili movimenti la balconata sulla quale avevano trovato riparo gli arceri. Garath appoggiava la balestra sulla spalla di Herm e faceva partire i suoi micidiali dardi. Con agili movimenti il monaco raggiungeva gli arcieri e ne spediva a miglior vita un paio, ma nello stesso momento…

 

Intanto il mezzorco, raggiunta una piccola anticamera con una specie di grossa fontana lungo una delle pareti, abbatteva a spallate una porta chiusa a chiave… Qualche secondo dopo strani esseri metà uomo e metà pesce (con uno strano simbolo giallo sul petto che richiamava vagamente un teschio umano intrecciato con qualcosa di simile a una corda), emergevano dalla polla d’acqua per attaccare il barbaro… L'ira di Hor si riversò su di loro…

 

… Un monaco kuo-toa (creatura umanoide con le fattezze di un pesce), giunto alle spalle del gruppo, aveva ucciso Fist Ribollo e stordito il mago Eldritch. Adler non esitò a confrontarsi con un combattente marziale a prima vista così forte e si gettò letteralmente dalla balconata incurante delle frecce che gli volavano intorno. Lo stile di lotta del kuo-toa era però alieno alle sue conoscenze e più volte rimase stordito a causa della potenza dei suoi colpi. Per fortuna Herm, Garath e Adon riuscirono alla fine ad avere la meglio su di lui e ad eliminare tutti gli arceri a guardia della stanza, proprio mentre Hor estraeva la lama della sua ascia dalla schiena dell'ultimo degli uomini pesce…

Il corridoio oltre la porta sfondata dal barbaro era illuminato da torce alquanto consumate e la Compagnia avanzò senza particolari timori… Una deflagrazione elettrica attraversò il passaggio per tutta la sua lunghezza provocando gravi danni fra le fila dei nostri eroi… "Non c’è un attimo di tregua in questo maledettissimo posto!", pensò imprecando un afflitto Garath… "Salve intrusi io sono Kella… Se volete posso usare un altro dei miei fulmini per porre fine alle vostre esistente o forse potremmo discutere un proficuo accordo; a voi la scelta… Francamente però non credo ne abbiate molte a disposizione…"

 

DM

 


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