Campagna
Eberron
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In questa sezione il DM Issen ci introduce all'ambientazione di Eberron. Un gruppo di eroi in cerca di avventura sta per invadere la rete... Grazie al motore di Vassal e al modulo RPG Mapper alcuni utenti del Forum italiano di DDM (fra i quali il sottoscritto) affrontano una nuova esperienza di gioco di ruolo on-line!
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[Sogni] [Ombre Grigie] [Alla festa di Lord Medani] [Un Treno per Wroat] [Visioni]
Background dei PG
Pugn'acciaio (Monaco Forgiato)
"Il Pugno è la soluzione..."
"La precisione è potenza, la potenza è morte"
GUERRA... E' la prima parola che è giunta familiare alla tua neonata coscienza... I tuoi ricordi più antichi sono del campo di battaglia: all'inizio tutto era facile, Karrnathi, zombie, distruggerli, tornare a casa.
Per lungo tempo non ti sei chiesto niente, non hai pensato a niente, se
non a queste poche parole. Giorno e notte non avevano significato per te;
quando il tuo creatore ti riparava dai danni della battaglia la cosa era
naturale: Karrnathi, zombie, distruggerli, tornare a casa...
Ma un giorno il tuo creatore, un nano di nome Thondred, un artefice del
casato Cannath, venne da te e ti disse queste semplici parole: "La
guerra è finita, figliolo, sei libero, non devi più combattere".
Allora la tua coscienza ebbe come un lampo, una luce, un'epifania... Ad un
tratto tu, il più silenzioso dei forgiati esclamasti: "Cos'è la
guerra?". Il tuo ricordo più vivido è la faccia stupita e divertita
di Thondred e dello gnomo, suo figliastro, alle cui cure eri affidato...
"Per la Schiera Sovrana figliolo! La tua prima domanda è una domanda
da un milione di monete!".
Avete parlato per ore, per giorni... Thondred ha cercato di spiegarti la guerra e non solo; ti ha parlato delle razze di carne, dei loro pregiudizi, delle loro meschinità, di quello che avresti incontrato e di tantissime altre cose... Alla fine hai tratto le tue conclusioni: "La guerra è una cosa stupida, non mi interessa padre, è una cosa che riguarda voi e non me... Però padre il combattimento è una cosa che capisco, io sono un combattente... Però combattevo in un modo sbagliato... Io posso combattere meglio". Thondred ha sorriso e ha parlato a lungo con il suo figlioccio. Alla fine hanno deciso di farti una proposta, quella di recarti nel Thrane e di osservare la Chiesa della Fiamma d'Argento, i suoi paladini, i suoi monaci, i suoi chierici; osservare e scegliere la tua strada. Il piccolo gnomo avrebbe atteso il tuo ritorno a Sharn e avrebbe ascoltato la tua scelta...
E' passato del tempo, quanto non sapresti dirlo... Hai visto il bene e il male, la devozione e la corruzione e hai deciso la tua strada... Bene e male sono concetti che creano gli esseri di carne, hai capito che il giusto e lo sbagliato va giudicato attentamente, caso per caso, giorno dopo giorno... Ma di una cosa sei certo: il combattimento è equilibrio, eleganza, velocità, disciplina. Hai conosciuto in un monastero della Fiamma Argentea una monaca di nome Kasha... Lei non ha aveva mai conosciuto la guerra, tu non avevi mai visto un monaco. Entrambi avete imparato molto l'uno dall'altra e a malincuore (strano sentimento!) l'hai salutata... Perchè una promessa è una promessa e anche adesso, alle porte di Sharn, stai pensando al nano che ti ha creato e al piccolo gnomo che aspetta di conoscere la strada da te intrapresa...
Klain (Artefice Gnomo)
"Magia è conoscenza, magia è arte, magia è energia. Apprendere, creare, potenziare e capire come il processo ha avuto luogo, per ripeterlo, per modificarlo. Studiare la magia in tutte le sue forme senza lasciarsi influenzare da credenze astruse. La magia funziona seguendo regole precise, che poi queste regole siano volere degli dei o semplici leggi matematiche fini a se stesse a noi non importa. Un artefice è un artista, ma anche uno studioso. Non credere che basti intuito per manipolare la magia, ci vuole studio e impegno".
Questi erano gli insegnamenti di Thondred, il nano mio tutore che ormai chiamavo padre da tempo. Lui si ostinava a chiamarmi "piccoletto" e talvolta "ragazzo!" quando mi riprendeva perchè sbagliavo l'ordine dei componenti o perchè giocavo troppo con il forgiato di famiglia... Ma io sapevo che nel suo cuore d'acciaio si era aperto uno squarcio per me, lo gnomo che anni fa aveva trovato fra le macerie di una nave mercantile; un incidente dicevano... (i maligni sostenevano che qualche gnomo scapestrato avesse rilasciato inavvertitamente il controllo dell'elementale la cui energia manteva il battello in volo). Thondred invece era convinto che questo "incidente" fosse piuttosto stato causato da una qualche diatriba tra gilde. Un portatore del Marchio doveva essersi comportato male e la reazione di una delle organizzazioni era stata repentina quanto efficace. Come avessi fatto a salvarmi nessuno lo sa ma Thondred, vedendo un piccolo essere completamente inerme, non potè fare a meno di prendermi e portarmi nella sua officina-bottega-casa.
Thondred
mi allevò e mi insegnò tutto. Ero apprendista artefice, apprendista
commerciante, apprendista curatore di forgiati e persino apprendista nano. L'unica cosa
che Thondred era stato, ma non mi voleva insegnare era l'arte dell'avventuriero...
Ma per quello
forse non avevo bisogno di insegnanti visto che la mia indole ribelle si palesava spesso. Thondred
diceva che era colpa del sangue di gnomo; si arrabbiava e diventava furioso per un pò, ma di
solito dopo due sorrisi e qualche scusa tutto era perdonato. E si, Thondred ha un debole per me, come in fondo tutti nel villaggio.
All'inizio, raccontava mio padre, erano scettici nei miei
confronti.
Uno gnomo sopravvissuto ad una strage con una luce
strana negli occhi, un chiaro portatore di sfortuna. Ma dopo qualche anno ero il beniamino di tutti.
All'interno del mio animo però, durante la mia adolescenza si stava
creando un conflitto...
Da
un lato mi piaceva studiare ed imparare, aggeggiare
e creare come Thondred mi insegnava; dall'altra avevo voglia di scappare
dal guscio del
villaggio, di conoscere il mondo ed andare alla ricerca di infusioni
arcane, magie potenti e conoscenza. Inoltre talvolta dubitavo di alcuni dei
postulati
proclamati da mio padre. Sentivo come se la magia non fosse solo uno
strumento,
ma qualcosa che faceva parte di me stesso. La sentivo scorrere in me e
cercare
di uscire. Non dissi mai questo a Thondred, ma lo confidai un giorno
al forgiato Pugn'acciaio. Dopo un lungo viaggio aveva deciso con il
suo
libero arbitrio di tornare da Thondred (e da me!). Ero contento di questo:
vedevo Pugn'acciaio come il mio compagno fidato. Inizialmente per me era solo come un animale
domestico
di metallo, ma poi mi resi conto che lui meritava di più e mi ritrovai a
pensarlo come un vero e proprio essere umano. Pugn'acciaio però aveva un vantaggio, poteva
essere aggiustato, migliorato e aggiornato e fare questo è anche uno dei
miei hobby preferiti.
Pugn'acciaio quel giorno mi disse parole molto
sagge. Non mi aspettavo di
imparare "cose della vita" anche da lui. Il suo lungo viaggio lo aveva
fatto maturare molto più di me rinchiuso in questo villaggio. Presi allora la mia
decisione: era giunto il
momento di partire
all'avventura e chi poteva essere il mio migliore compagno? Chiesi a Pugn'acciaio
cosa ne pensasse e sperai ardentemente che il mio "fratellastro"
di metallo non mi abbandonasse...
Sono nato a Sharn 20 anni fa e sono un ladro... Mio padre Kast è un ladro, come lo fu suo padre, il padre di suo padre e così via. Da cinque generazioni facciamo parte del clan Bormar. In famiglia stiamo bene e se non fossimo ladri potremmo appartenere alla piccola borghesia... ma siamo ladri e ci piace esserlo.
I primi ricordi della mia infanzia sono legati ai furtarelli che commettevo al bazar nel quartiere di Middle Dura. Niente di particolare comunque... qualche frutto, forme di pane e i borsellini degli incauti nuovi arrivati. Ora i mercanti del bazar sono diventati amici, non li derubo più (ci pensano le nuove leve del clan).
Adoro Sharn. Scalare le sue mille torri per raggiungere un'impossibile finestra che promette ricchezza e guai mi fa sentire vivo. Ma ora questa città inizia a starmi stretta. Infatti sempre più spesso accetto incarichi che mi portano fuori a cercare qualche tomba misteriosa, qualche torre in rovina, qualche città perduta… Ricordo ancora la prima volta che ho saccheggiato una vecchia cripta. Avevo poco più di 10 anni e mio padre decise di portarmi con lui in questa missione. Sento ancora l’aria stantia, il puzzo di muffa, l’emozione nell’aprire il sarcofago e la paura quando quegli schifosi scheletri si sono animati e ci hanno attaccato. Per fortuna c’era mio padre… Odio i non-morti più di qualsiasi altra cosa. Rendono difficile il mio lavoro per proteggere cose che tanto a loro non servono… Che senso ha?
Spesso per difendermi ho
dovuto uccidere ma non sono un assassino. La mia vita conta più di qualsiasi altra cosa e se qualcuno è così stupido da sacrificare la sua
per proteggere delle cose che tanto prima o poi non gli apparterranno più,
non ci posso fare niente. Cerco sempre di evitare il conflitto, ma se
vengo costretto...
Sono Armin Zora,
viivo a Sharn e sono un
ladro. Se ti capita di passare dalla città delle torri vienimi a trovare
e controlla i tuoi averi… Te li potrei aver già rubati…
Bereongar
(Guerriero/Chierico di Dol Dorn Nano)
Il mio nome è Bereongar del clan Gimli. Mai sentito vero? Non mi sorprende dato che si è estinto quasi cinquant'anni fa... Esatto, io sono l'ultimo del mio clan. Com'è successo? Beh amico mi costringi a tirar fuori ricordi dolorosi ma un nano sa sopportare ben altro; quindi d'accordo ti racconterò la mia storia e quella del mio clan.
La vita di un nano gira sempre intorno a due cose: fin da piccolo impari ad amare la comunità che ti offre protezione e una buona lama con cui uccidere goblin e quant'altro. Vivevamo isolati, ben lontani da quella guerra che stava sconvolgendo il mondo e forse questa fu la nostra sfortuna. Nessuno che potesse o volesse aiutarci quando infine essa arrivò a sconvolgere la nostra vita...
Arrivò in forma di un numero sterminato di strane macchine che brandivano asce e spade, con una pelle così dura che il più robusto dei picconi si spuntava quando la colpiva. Circondarono il nostro piccolo villaggio e in silenzio partirono alla carica. Ci sono poche cose che possono spaventare un nano eppure sento ancora la pelle raggrinzirsi quando con la memoria rivedo quella carica. I nostri martelli e le nostre asce si abbattevano su di loro che con calma e senza fare una piega avanzavano ignorando completamente le perdite. Guardando quei mostri avvicinarsi, inespressivi eppure così determinati sapevamo già di essere morti; eppure nessuno di noi scappò e neppure pensò di farlo. Combattemmo da leoni come si conviene al nostro clan, come se lo spirito dei nostri antenati ci avesse dato una forza inesauribile.
Se mille e mille goblin ci avessero assaltato neppure uno sarebbe sopravvissuto alla nostra furia eppure con quelle aberrazioni tutto era inutile. Dotati di una forza disumana erano tutt'altro che stupidi. Ci isolarono uno dall'altro e ci sterminarono sistematicamente uno dopo l'altro finchè non risuonarono le parole che mai mi sarei aspettato di udire dal nostro capo, Himan il Fiero: "Siamo battuti! Rompete l'accerchiamento!".
Di tutti io solo penetrai tra le file serrate dei mostri e non fu peraltro per merito mio: mio padre e il mio fratello maggiore si immolarono uno dopo l'altro per darmi questa possibilità. Fu vigliaccheria o solo desiderio di non sciupare ciò che chi mi amava mi aveva donato? Non lo so e ancora oggi mi tormento nel dubbio. Una cosa però so: ci sono molte creature malvagie in questo mondo imperfetto eppure a volte sono le altre a creare le stragi maggiori. Immorale è chi fa una cosa malvagia pienamente consapevole di farla mentre amorale è chi la compie senza soffermarsi a pensare se una cosa sia buona o cattiva. Non giudico quelle creature (che in seguito ho imparato a chiamare forgiati), immorali no ma amorali si (e forse ciò è per loro una condanna maggiore), ma mai mi fiderò di queste aberrazioni ne potrò mai sentire un sentimento che sia pietà o compatimento per loro.
Che successe poi? Beh cercai asilo in un tempio di sacerdoti dell'Ordine della Mano d'Argento e lì riuscii a trovare un po' di pace ai rimorsi e al dolore che mi accompagnavano. Passò il tempo e con esso subentrò in me un'idea che prese sempre più spazio nel mio cuore... Perché quelle brave persone che ammiravo e che si consideravano latori di bontà e aiuto per i bisognosi non intervenivano più direttamente? Perché non uscivano in strada e cancellavano il male con le loro stesse mani? In un certo senso erano vigliacchi come lo ero stato io nella battaglia in cui erano periti tutti i miei amici...
Era arrivato il momento di fare una scelta: rimanere un vigliacco e continuare a disonorare i miei antenati o uscire a riscattare la mia vita? Scelsi la seconda ed ora eccomi qua, in questa locanda squallida ad aspettare quell'occasione per cambiare il mio destino mentre racconto la mia storia a un bardo troppo curioso... Concluderò con questo detto del mio clan: "La lama dell'esule è sempre sporca di sangue". Che significa? Che se qualche stolto proverà a mettersi sulla mia strada farà bene a ricordarsi che sono un nano che non ha più niente da perdere, altrimenti si ritroverà con la testa a rotolare nella polvere. Sono Bereongar, l'ultimo del clan Gimli, scappate nemici perché la mia ascia ha sete!!
Dankin
Reel
(Chierico di Dol Dorn Umano)
Il mio nome è Dankil Reel ,sono nato alla fine di Zarantyr (mezzo inverno), un inverno caldo per gli standard del Breland. La mia famiglia è di origini benestanti se non addirittura agiate e, come molti secondogeniti ho subito il destino, dovendo sempre rimanere in disparte. Questo non mi è mai sembrato un problema, del resto nulla di quello che è destinato a mio fratello maggiore mi è mai interessato particolarmente. Dopotutto se la tradizione impone di farti da parte chi sono io per disobbedire? Ciò nonostante, come può un figlio cadetto distinguersi senza vivere nell’ombra del proprio fratello? La risposta è forse solo una e tra l’altro la sola cosa che mi ha sempre appassionato, l’Avventura!
Per
un breve periodo della mia vita sono stato tentato dalla vita militare, le
compagnie di ventura che ho incontrato sembravano la risposta giusta al
mio desiderio di gloria. Ma ecco che quando mi sentivo pronto per lasciare
le pareti dorate di casa, la guerra è terminata, niente più battaglie,
nessuna guarnigione da difendere, nessun nemico da affrontare, insomma
niente più Avventura. E proprio quando il destino sembrava avermi
relegato a pallida ombra di mio fratello, la svolta…
Dol Dorn ha chiamato, la Schiera Sovrana non mi ha mai lusingato più di
tanto ma c’è qualcosa che mi ha convinto a partecipare in modo più
assiduo alle funzioni religiose in onore del buon Dio patrono di tutto
quanto è Forza e Onore. Certo inizialmente ho pensato fosse semplice
curiosità ma con il tempo ho sentito qualcosa risvegliarsi in me. Ciò
che udivo dal predicatore ho imparato a ritenerlo valido e saggio.
La chiesa dedicata al Dio mi ha mostrato una via diversa rispetto a quanto
mi avevano dipinto i miei genitori. Forza, Onore e Gloria mi hanno
chiamato e la mia risposta è stata pronta e decisa. I miei cari hanno
presto desistito nei loro tentativi di impedirmi di dedicare ad altri il
mio destino. Sono entrato in seminario e altre sorprese erano in attesa...
Dol Dorn mi ha illuminato nella via del combattimento e delle armi e mi ha
mostrato come avrei potuto servire meglio i miei ideali brandendo una
Spada nel sacro nome della Schiera Sovrana.
Cinque anni sono passati dal giorno in cui ho messo piede nel Reclusium
dove mi è stato insegnato tutto quello che ora so. Raramente ho visto i
miei genitori e mio fratello che comunque, alla fine, hanno apprezzato la
mia decisione (ancora oggi non la condividono appieno ma almeno hanno
imparato a rispettarla).
I miei maestri mi hanno insegnato bene e io mi sento pronto ma ancora una
volta i piani di Dol Dorn hanno scompaginato i miei desideri. Non è
ancora giunto a termine il mio periodo di formazione quando...
I miei genitori sono nativi dell'attuale Valenar ma hanno preferito abbandonare la loro terra natia perchè volevano girare il mondo. Mia madre, Arwlyn, era una maga abbastanza potente che veniva da una nobile famiglia. Mio padre, Landorland, era un bardo che si era innamorato della giovane Arwlyn e con lei condivideva l'amore per i viaggi e la libertà.
Nacqui 145 anni fa e nel corso della mia giovinezza, dato che non avevo le doti innate di mio padre, sono stato avviato da mia madre alla magia. Visto che i miei genitori per vivere o facevano spettacoli o facevano piccole commissioni per chi avesse bisogno di avventurieri (niente di grave per carità con un bambino appresso), la vita era abbastanza avventurosa e già bambino sapevo armeggiare con arco e spada, oltre che con qualche ehm... trucchetto per alleggerire le tasche. I miei genitori mi hanno insegnato a rispettare la vita e ad aborrire la non vita in ogni forma. Anche se contrari all'adorazione degli antenati non sono mai stati estremisti poichè rispettano le tradizioni degli altri. Allo stesso tempo, in ogni città in cui andavamo, la sete di conoscenza che avevo e l'innata intelligenza mi permettevano di aumentare le mie nozioni e conoscenze generali.
Dopo anni di viaggi e avventure i miei vecchi hanno deciso di fermarsi presso la Tempestosa, la famosa isola posta a largo delle coste dell'Aundair, essendo un posto tranquillo e lontano dalla guerra e dai campi di battaglia (guerra nella quale i miei non volevano assolutamente intervenire), e mi hanno fatto capire che era ora che scegliessi la mia strada. Dapprima pensai di recarmi presso le Torri Volanti di Arcanix, e vedere le meraviglie del Congresso Arcano, uno dei più potenti conclave di maghi di tutto il mondo, ma all'ultimo momento qualcosa mi ha dissuaso... Troppo presto forse? O semplice voglia di avventura? Non saprei dirlo... So soltanto che i miei passi mi stanno portando a Sharn, la città delle Torri... Paradossalmente ho visto tantissime cose, dagli intrighi e le spie del Casato Lyrandar sulla Tempestosa ai misteriosi drow di Xen'drik, eppure ancora mai mi sono recato nella città più famosa di Eberron...
Ferion
Reitan
(Barbaro/Ranger Morfico)
Le persone temono i morfici... Le persone si sentono a disagio accanto a loro... Pensano che in noi ci sia qualcosa di bestiale, qualcosa che non possiamo tenere sotto controllo... Si sbagliano... Un morfico sa quando la bestia deve emergere e quando invece deve rimanere assopita, quando è tempo di combattere e quando invece è tempo di cacciare.
Ci chiamano bestie, ma le bestie sono quelli che mi hanno reso orfano... Non orfano di padre o di madre, bensì orfano di tutta la mia gente... Ero a caccia quando accadde, lontano da loro, e ancora oggi nel mio cuore pulsa il dolore. Perchè? Perchè non potevo unire il mio fato con il loro? Perchè non ho potuto combattere con mio padre e mia madre e difendere i miei fratelli? Perchè sono rimasto solo? In cuor mio so la risposta... Perchè il destino ha decretato che non era il mio momento, perchè il destino vuole che vendichi le loro morti! Solo così il loro spirito riposerà in pace...
Ho cercato nelle tracce lasciate dai loro carnefici, ho scrutato nei resti del massacro... Ed ho maledetto la mia inesperienza... Però un indizio l'ho trovato... Una fibbia d'argento, una fibbia che solo gli appartenenti alla Chiesa della Fiamma Argentea portano...
Non sono uno
sciocco... So che la Chiesa è potente e so che è
un'organizzazione giusta, ma non posso dimenticare che furono proprio loro
ad uccidere i nostri progenitori, creature innocenti che avevano l'unica
colpa di essere nati licantropi. I loro cavalieri con le loro armature
scintillanti, i loro esorcisti con il loro fuoco purificatore, i loro
sacerdoti con preghiere inique sulle labbra.
La Chiesa è giusta? La Chiesa è buona? Alcuni di loro si, certamente, ma di altri so, come mio padre mi ha sempre narrato, che sono corrotti e marci... E assassini posso aggiungere. Non so ancora chi tra loro, non so ancora perchè... Ma lo scoprirò presto!
Galaler
di Sharn
(Guerriero Umano)
Galarer di Sharn, questo mio nome non vuol dire ancora nulla, del tutto sconosciuto, nessuna aura di mistero mi circonda (complice l'aspetto semplice)... Nulla... Ma non per molto.
Primo genito di una semplice famiglia di contadini sono stato arruolato a forza nella milizia di Sharn. La mia forza innata, oltre ad una discreta capacità tattica (o furtuna come si suol dire), mi hanno salvato la vita molte volte. Ora però la guerra è finita e con essa il prestigio infame che mi comportava. Il ritorno alla vita da semplice popolano è quanto di più deprimente possa esserci; aver visto "il mondo" per quanto in modo limitato ha dato una svolta alla mia ambizione. Forse qualche ingaggio o un'avventura mi attende alla taverna... Se non altro troverò birra!!!